29/9/2006
Il 29 Settembre del 1964 compare per la prima volta sui giornali il personaggio ideato dal fumettista Argentino Quino.
Debutta sul settimanale "Primera Lana" di Buenos Aires per poi spostarsi sulle pagine del quotidiano "El Mundo" nel 1965.
L'idea nasce un anno prima però quando al disegnatore fu richiesto, da un'azienda di elettrodomestici, l'incarico di disegnare un fumetto pubblicitario ambientato in una famiglia borghese con un componente come protagonista che riprendesse le due lettere del marchio aziendale: M e A.
L'azienda rifiuta il progetto e questo rimane nel cassetto sino a quando nel 1964 il settimanale sopracitato non chiese a Quino di curare una rubrica fissa ed ecco che prende forma il progetto di una striscia ironica con Mafalda come protagonista.
Nel 1969 la bambina terribile arriva anche in Italia grazie ad Umberto Eco che chiede alla Bompiani di acquistare i diritti di Mafalda. Verrà così pubblicato il primo libro: Mafalda la contestataria.
Mafalda che detesta la minestra, ascolta i beatles e al tempo stesso riflette sui problemi più drammatici del mondo (come la fame, la guerra, il destino dell'umanità e le possibilità dell'uomo di migliorare), è una bambina di otto anni che fa come sua caratteristica peculiare il costante richiamo alla saggezza dei bambini e alla responsabilità degli adulti.
Visto la sua età sono importanti le figure dei genitori, che spesso si trovano spiazzati dal suo acume, sembra di trovarsi davanti ad un inversione di ruoli.
Descritta come una bambina terribile, attenta a ciò che la circonda, ascolta la radio, legge il giornale e dialoga con il suo mappamondo.
In realtà questo personaggio racconta il punto di vista di Quino, che descrive il suo rapporto di sofferenza con il mondo (perché ciò che vi accade è orrendo).
Il suo umorismo è stato definito “ingenuo e atroce” e non a caso
Quino nasce il 17 Luglio del 1932 a Mendoza in Argetina.
Mostra capacità nel disegno sin da piccino e a quattordici anni si iscrive alla Scuola di Belle Arti. Abbandona la scuola per seguire la sua passione: il vignettista nei giornali umoristici.
Si trasferisce a Buonosaires per realizzare il suo sogno: trovare una casa editrice che pubblichi i suoi lavori.
Dopo 3 anni il settimanale Esto pubblica le sue tavole.
Viaggia molto e ha vari interessi.
Nel 1973 decide di smettere con le strisce di Mafalda e dedicarsi alle sue tavole.
Nonostante ciò Mafalda rimane un personaggio noto e ancora oggi presente sugli scaffali delle librerie.
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